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C’era una volta una città industriale. Era molto bella ma un po’ Cenerentola. Le sue sorellastre, perennemente agghindate a festa, la guardavano dall’alto in basso. Adesso, quella città si è trasformata in una fanciulla interessante, attraente e sexy.
Sembra una favola ma è anche la storia di Torino, città che dopo anni di Fiat(o)crazia sta conoscendo una effervescente rinascita. Anzi, una vera e propria movida day and night, che si snoda tra mostre, concerti, eventi e iniziative. Coinvolgendo le bellezze della città, che non sono poche – dalla Mole ai Giardini Reali, da Piazza Castello al Parco Valentino - , ma anche recuperando strutture industriali e post-industriali.
La grande rivoluzione è recente. Come dice lo scrittore quarantenne Giuseppe Culicchia, torinese doc “Negli anni Ottanta Torino era terribile: alle sette e mezza tutti i locali chiudevano e in giro non c’era più nessuno. Adesso, invece, d’estate esci alle tre di notte e sembra di essere a Barcellona. La gente ha più voglia di stare insieme. Spero che continui così”.
Una metamorfosi sicuramente mutuata dal progressivo indebolirsi dell’identità industriale. I torinesi si sono dati da fare, e hanno scoperto che oltre l’automobile hanno molte frecce al loro arco. Frecce che si chiamano cultura, innovazione, creatività, curiosità.
Nell'anno 2003 a Torino sono stati girati più di 25 tra film e fiction: come Andata + Ritorno di Marco Ponti, Dopo Mezzanotte di Davide Ferrario, il megasuccesso Elisa di Rivombrosa (nei castelli dei dintorni) e Le stagioni del cuore. La città è molto viva anche a livello artistico, con associazioni, gallerie d’arte e manifestazioni. In previsione, anche le Olimpiadi della Cultura, contemporanee a quelle invernali del 2006: l’appuntamento più atteso, che dovrebbe consacrare Torino città di punta della cultura europea come Bilbao, Manchester, Barcellona.
Cultura non paludata, però: è noto che Torino è una delle città che offre più opportunità ai giovani artisti per mettersi in luce. È una città laboratorio, fucina di tendenze, anche a livello musicale. Dal legame storico con il jazz e la musica nera, che risale agli anni Venti, fino alle nuove sonorità portate dal melting pot etnico che Torino, ancora una volta, ha vissuto sulla sua pelle in anticipo rispetto ad altre città italiane. Quindi hip hop, reggae, musica afro e zouk.
Una varietà che si rispecchia nella vasta offerta estiva di rassegne musicali estive: dal Torino Traffic Free Festival al Chicobum, dall’Urban Flava all’International Jazz Festival.
E nei molti locali che animano la città: deliziosamente tradizionali come il Bicerin o il Mulassano, etnici come l’Hafa Cafè, trendy come Il Posto, culturale come la libreria caffè Mood.
I poli della vita notturna di Torino sono sostanzialmente due: il centrale quadrilatero romano, letteralmente riportato a nuova vita con un’intelligente “ristrutturazione” e i Murazzi, ossia il LungoPo, sede di un brulicante e più giovane struscio notturno.
Insomma, la morale è una sola: Torino piace e si piace. E promette di arrivare in gran forma all’appuntamento con le Olimpiadi Invernali del 2006. Milano da bere, comincia a tremare.
Leggi la biografia del grande comico torinese ERMINIO MACARIO